A quarant’anni da Nebraska, tra Storia, curiosità e leggende

credits FRANK STEFANKO

Ne­bra­ska a ragione viene considerato una delle pie­tre mi­lia­ri della discografia di Bruce Springsteen. Eppure quando uscì – secondo la discografia ufficiale brucespingsteen.net il 30 settembre 1982, secondo altri siti il 20 settembre 1982 – fu il classico disco spiazzante che lasciò i fans prima perplessi, poi a bocca aperta, infine commossi. Leggi tutto “A quarant’anni da Nebraska, tra Storia, curiosità e leggende”

Bruce Springsteen intervista Jann Wenner, autore dell’autobiografia “Like A Rolling Stone”

Due amici di lunga data, Bruce Springsteen e Jann Wenner, il più grande giornalista Rock and Roll dei nostri tempi e membro della Rock and Roll Hall of Fame, hanno parlato e presentato il nuovo libro di Wenner Like A Rolling Stone, un viaggio dentro la musica, la politica e lo stile di vita di una generazione in un’epoca di cambiamento culturale che travolse l’America e non solo. Leggi tutto “Bruce Springsteen intervista Jann Wenner, autore dell’autobiografia “Like A Rolling Stone””

DAL 15 OTTOBRE “BRUCE SPRINGSTEEN LIVE!”, UNA SPETTACOLARE MOSTRA INTERATTIVA A LOS ANGELES

LA MOSTRA INTERATTIVA CHE GARANTISCE UN “ACCESSO” INTIMO ED ESCLUSIVO DIETRO LE QUINTE A UNO DEI PIÙ GRANDI PERFORMER DEL ROCK AND ROLL ATTRAVERSO 49 ANNI DI INTERVISTE, PERFORMANCE ICONICHE E OGGETTI ORIGINALI IN ESPOSIZIONE. 

IL MUSEO INVITA I FAN A INVIARE VIDEO CHE SARANNO PROIETTATI ALLA MOSTRA! Leggi tutto “DAL 15 OTTOBRE “BRUCE SPRINGSTEEN LIVE!”, UNA SPETTACOLARE MOSTRA INTERATTIVA A LOS ANGELES”

30 SETTEMBRE – 1 OTTOBRE: DOPPIO EVENTO PER INAUGURARE LA NUOVA STAGIONE PINK CADILLAC

FOLLOWERS, PINKERS, AMICI E TUTTI I FANS DEL BOSS E AMANTI DELLA MUSICA ROCK, RIPARTE LA STAGIONE DEGLI EVENTI DEL PINK CADILLAC!

Lo start è previsto con uno strepitoso doppio evento il 30 settembre e il 1 ottobre!  Vi vogliamo tutti presenti per inaugurare al meglio questa nuova elettrizzante stagione del Pink Cadillac Bruce Springsteen Fan Club.

Nel dettaglio: Leggi tutto “30 SETTEMBRE – 1 OTTOBRE: DOPPIO EVENTO PER INAUGURARE LA NUOVA STAGIONE PINK CADILLAC”

Bruce Springsteen a sorpresa sul palco dei Bleachers di Jack Antonoff

Dopo i duetti nelle scorse settimane con i Coldplay e Paul McCartney, Bruce Springsteen è tornato a sorpresa sul palco unendosi ai Bleachers durante il loro concerto al Radio City Music Halldel 26 luglio a New York per cantare con Jack Antonoff sulla canzone “Chinatown”. Il brano li aveva insieme per una collaborazione ufficiale in occasione della pubblicazione dell’album “Take the Sadness out of Saturday Night” dei Bleachers nel 2021.
Antonoff, autore della canzone, decise di farla  ascoltare a Bruce e Patti nel loro studio di casa. Bruce improvvisò la seconda voce nel ritornello e Anotonoff ne rimase affascinato, così da proporgli di incidere insieme quel brano. Jack Antonoff lo definì”l’onore di una vita”: Springsteen “è l’artista che mi ha mostrato che i suoni del luogo da cui vengo hanno valore e che c’è uno spirito qui che deve essere portato in tutto il mondo”.
In un’intervista del 2017 con Pitchfork, Antonoff disse che da ragazzo si era formato con il punk ma a un certo punto scoprì che la musica di Bruce suonava come “la versione coerente di tutte quelle canzoni punk, nel modo più semplice. Tutti i contenuti erano esattamente gli stessi”. In quell’intervista disse anche: “Quello più sento vicino è quella mentalità di Springsteen nel comporre canzoni, grazie alla quale una persona ci balla e un’altra ci piange. Questa è una grande cosa del Jersey, dove è tutto così grande – che si tratti di Springsteen o della musica punk con la quale sono cresciuto –in quei testi c’è questo inferno”.

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FREEZE-OUT: le amare riflessioni di Backstreets.com

Sulla questione dei prezzi dei biglietti e sul malato sistema adottato da Ticketmaster si stanno confrontando tutto il popolo di fan e i principali siti springsteeniani. Vogliamo riportare a tal proposito la traduzione dell’articolo pubblicato da Backstreets.com che ci sembra interessante condividere su queste pagine. Molti interrogativi e nessuna risposta ancora.  Tuttavia… in Bruce we still trust, e restiamo in fiduciosa attesa.

FREEZE-OUT
Lord won’t you tell us, tell us what does it mean?

Sono le quattro del mattino e piove. Ci sentiamo vecchi ascoltando le grida dei fan che si sono sentiti traditi dalla vendita dei biglietti della scorsa settimana e ricordando come le cose fossero diverse dieci anni fa. Poiché conosciamo il nostro pubblico, i fan e ci consideriamo dei loro, non è necessario ricapitolare ora ciò che è accaduto mercoledì, quando le prevendite di Ticketmaster negli Stati Uniti per il Tour 2023 hanno lasciato molti fan di Bruce Springsteen in uno stato di scioccata incredulità. […] Chiamiamolo come vogliamo: prezzi di mercato, prezzi dinamici, prezzi in aumento, prezzi Platinum. Basta non chiamarlo The New Normal. Per favore.

Dal nostro punto di vista, questo cosiddetto modello premium, basato su algoritmi, viola un contratto implicito tra Bruce Springsteen e i suoi fan, in cui il fattore “pubblico” dell’equazione sembrava davvero importante, anzi era fondamentale. […] La scorsa settimana, troppi fan di Springsteen sono stati gettati in pasto ai lupi, scalzati via in un modo che appare tanto insondabile quanto evitabile. L’artista ha sempre affermato di comprendere il ruolo essenziale del suo pubblico. Come siamo finiti, allora, di fronte a prezzi di biglietti, in troppi casi, che hanno superato la normalità, per poi discostarsi completamente dalla realtà per ordini di grandezza? Si potrebbe dare la colpa all’inflazione, al valore di mercato o a un numero qualsiasi di fattori; ma la risposta sarebbe che non può trattarsi di “forze di mercato” quando l’offerta è intenzionalmente offuscata, quindi manipolata dalla piattaforma di distribuzione. Ma dal nostro punto di vista, si riduce alla netta differenza tra dentro e fuori. Così, tanti fan che sono sempre andati agli spettacoli, che hanno sempre fatto parte di This Thing of Ours, ora non lo possono fare, non saranno dentro, saranno esclusi semplicemente perché non possono sostenere il prezzo per vedere il Boss. I biglietti per Bruce Springsteen sono sempre stati storicamente e notoriamente difficili da ottenere. Questa è la natura della bestia: tanti che vogliono assistere al potere e alla gloria del rock ‘n’ roll e relativamente pochi posti a disposizione. Ma il problema raramente era rappresentato dai soldi. Nel corso degli anni, ci sono stati sforzi continui e chiari fatti dallo staff di Springsteen per mantenere le cose eque e il più possibile incentrate sui fan, per sventare scalper, per assicurare ai frequentatori di concerti e al fan medio la migliore possibilità a un prezzo ragionevole, in un mondo in cui i bot corrono senza controllo e gli scalpers regolano il mercato. Per decenni, Springsteen ha mantenuto i prezzi dei suoi biglietti significativamente più bassi di quanto avrebbe imposto il mercato, il che sembrava in linea con il suo marchio, le sue filosofie dichiarate, la sua fede nella comunità e la sua chiara visione di cosa doveva essere un concerto, in cui per tre ore o giù di lì – e talvolta di più – lui e la band ci hanno dato un assaggio di un mondo migliore. La tenda sulla E Street è sempre stata grande, invitante e aperta, ma che ne è della domanda che [Bruce] ha iniziato a fare nel 2012… are we missing anybody? Dopo questa settimana, sembra che la risposta sia cambiata. Cosa dovevamo pensare quando una volta superata la coda mercoledì mattina abbiamo scoperto che i biglietti – prevendite, non rivendite – venivano venduti per migliaia di dollari? In passato, non importa quanto fosse difficile conquistarsi i biglietti, la persistenza dava i suoi frutti. Ora, a quanto pare, la persistenza non fa che aumentare i livelli dell’algoritmo. Sicuramente, molti di noi pensavano che questi prezzi di migliaia di dollari non fossero né voluti né previsti. Alcuni affermano che l’algoritmo sia andato fuori controllo: siamo sicuri che ci sia mai stato questo controllo? Non ci saremmo certo aspettati che Ticketmaster esitasse a far soldi, ma sicuramente, molti avrebbero sperato che Springsteen intervenisse a bloccarlo e chiedesse adeguamenti al sistema, se non una revisione, prima della vendita successiva. Ma venerdì si sono verificate le stesse cose, lasciando i fan ancora più increduli. Recentemente – per i biglietti europei del mese scorso – abbiamo visto Ticketmaster annullare una vendita quando le condizioni lo richiedevano e riprogrammare per il giorno successivo. Quindi, se questi prezzi non sono stati intenzionali, è difficile immaginare una buona ragione che non abbia impedito il ripetersi del problema per la seconda vendita, per non parlare di una terza. […] Variety riporta statistiche fornite da Ticketmaster con una serie di cifre che non tornano del tutto, anzi che anziché chiarire lasciano perplessi. Se non altro, i dati condivisi non dicono nulla a proposito dei  prezzi scandalosi dei biglietti che i fan hanno rifiutato con orrore, ma riportano solo cosa hanno venduto. Alla fine, questi numeri ci lasciano solo con più dubbi. Il più grande è: se non piove, perché ci stiamo bagnando? In un momento in cui avevamo bisogno di speranza e promesse – con il mondo in fiamme, dopo l’escalation di inganni, avidità, paura, isolamento, conflitti razziali, violenza, “fatti alternativi”, democrazia letteralmente minacciata e una pandemia globale in corso -, ci sentiamo ulteriormente disillusi, avviliti e scoraggiati. Ma gli ideali che la musica di Springsteen propone sono ancora vivi, vero? Sia nelle tracce che in concerto, ovunque risuonino quelle chitarre? Nel nostro spirito condiviso? Se non si può rispondere sì, anche se solo per poche ore ogni tanto, allora forse la magia è davvero solo un trucco. Springsteen è stato pagato con un riscatto da re, e non abbiamo mai commentato questo. Non la vendita di 500 milioni di dollari del lavoro della sua vita, che non ci ha turbato, non i prezzi di Broadway, non lo spot della Jeep. Crediamo nel valore della sua musica, del suo lavoro; altre transazioni e le arene in cui si svolgono non sono cose che ci riguardano. Quello che succede nelle reali arene fisiche, dove Springsteen e il suo pubblico si uniscono per creare qualcosa di più grande di tutti noi –  alla quale tutti devono poter accedere a un prezzo ragionevole – è qualcosa che vale la pena per cui combattere. Perché nel rock’n’roll, come ci hanno insegnato a credere, “uno più uno fa tre”. Lo fa ancora, vero?

23 Luglio 2009: Bruce Springsteen & The E Street Band – STADIO FRIULI, UDINE

Ho scelto Udine questa volta per vedere Bruce. In mancanza di Milano mi è sembrata la scelta, per me, più logica visto che da quelle parti ho degli amici fantastici che hanno organizzato un mini-bus che ci ha portato prima in una cantina di Nimis ad assaggiare vari tipi di Refosco, poi in una ombrosa trattoria, Ramandul, di collina dove si è dato fondo alla nostra fame impenitente ed infine sul torrente Torre dove un tuffo nella fresca acqua di montagna ci ha tolto via i fumi dell’alcol e del cibo. Quando siamo arrivati, una ventina di persone, allo Stadio Friuli eravamo perfetti, pronti a calarci nella calura del concerto. Leggi tutto “23 Luglio 2009: Bruce Springsteen & The E Street Band – STADIO FRIULI, UDINE”

19 luglio 1988: Lo storico concerto di Springsteen a Berlino che contribuì a cambiare la Storia

Accadde oggi!

19 luglio 1988

Bruce Springsteen 1988 concert in Berlin-Weissensee.

Non furono solo Mikhail Gorbachev con la Perestroika, Lech Walesa con Solidarnosc, i socialisti ungheresi che aprirono la loro frontiera con l’Austria nel 1989, Ronald Regan che gridò «Abbattete quel muro!», Papa Wojtyla e le migliaia di cittadini della Germania Est che manifestarono pacificamente nelle strade di Lipsia, Dresda e Berlino per chiedere più democrazia e libertà. Leggi tutto “19 luglio 1988: Lo storico concerto di Springsteen a Berlino che contribuì a cambiare la Storia”