
TRACCE, TESTI INEDITI E TRADUZIONI Leggi tutto “NEBRASKA dall’acustico all’elettrico: tutti i testi e le traduzioni, con la storia e la recensione”
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TRACCE, TESTI INEDITI E TRADUZIONI Leggi tutto “NEBRASKA dall’acustico all’elettrico: tutti i testi e le traduzioni, con la storia e la recensione”

A tutti gli effetti, il terzo album di Bruce Springsteen, Born To Run, è il più grande disco rock n’ roll mai creato. Pubblicato il 25 agosto del 1975, Born To Run è uno dei dischi più essenziali, vitali e sorprendenti mai creati. A delineare la stragrande maggioranza dell’opera di Springsteen sono il dolore e la sofferenza, e sebbene questo album racchiuda entrambi, suona così glorioso; è difficile non sentirsi allegri ascoltandolo. Born To Run è stato il momento decisivo in cui Bruce Springsteen ha alzato la posta in gioco e ha deciso di essere più di un artista regionale con un seguito di culto. Dopo aver scritto e registrato due album di nicchia che mostravano stili diversi, Springsteen si è impuntato per creare un album che non fosse solo snello e più accessibile, ma si è prefissato di realizzare il più grande disco rock n’ roll di sempre. Possiamo felicemente dire che non solo ci è riuscito, ma lo ha fatto in modo incredibile.
Leggi tutto “25 agosto 1975: 50 ANNI di BORN TO RUN (Bruce Springsteen album)”

«I temi della casa, della famiglia e del matrimonio si insinuavano nell’album mentre cercavo di capire che ruolo potevano avere nella mia vita. I miei dischi raccontano sempre di una mente e di un cuore in cerca di un approdo: immagino una vita, la provo, vedo come mi sta addosso. Mi metto nei panni di qualcun altro e mi viene spontaneo incamminarmi per strade soleggiate o buie, ma non ho detto che poi voglia restarci a vivere. Un piede alla luce e uno no, in attesa dell’indomani».
Leggi tutto “17 ottobre 1980 – The River (Bruce Springsteen)”

Il 9 ottobre 1987 uscì Tunnel Of Love, capolavoro lirico di trasparenza e umanità, uno dei capitoli più intimi della sua ampia discografia, che ancora una volta spiazzò tutti. Quanto l’album sia autobiografico, o un letterario artificio di psicanalisi per comprendere la crisi di un rapporto amoroso che cominciava a incrinarsi, o anche un ridimensionamento istintivo del successo nel tentativo di proteggere la propria integrità di uomo con i piedi saldi a terra, poco importa: resta uno degli album che meglio tratteggia lo Springsteen uomo – o semplicemente un uomo – quasi inerme davanti al tunnel delle sue paure. Leggi tutto “Bruce Springsteen – 9 ottobre 1987: esce “Tunnel Of Love””

Per la lunga e articolata storia del making of di questo grande album rimandiamo alle pagine del libro P. Jappelli e G. Scognamiglio, La Grande Storia di Bruce Springsteen, Hoepli, Milano 2024. Qui di seguito vi riproponiamo un estratto:
Come titolo dell’album – pubblicato con solo dieci delle diciassette canzoni registrate – furono presi in considerazione anche Open All Night e 3 gennaio 1982, ma alla fine si scelse Nebraska, assegnato al brano di apertura. Bruce aveva visto in televisione “Badlands”, il film diretto da Terrence Malick nel 1973, in cui si narrava la storia di cronaca nera di Charles Starkweather e Caril Fugate, una coppia di giovani che nel 1958 aveva trasformato una semplice fuga d’amore in una agghiacciante scia di sangue, uccidendo dieci persone durante il loro vagabondare tra il Nebraska e il Wyoming orientale. Charles, condannato alla pena di morte, era stato giustiziato l’anno successivo mentre Caril uscirà in libertà vigilata nel 1986 dopo 18 anni di prigione. Springsteen, colpito dalla storia, aveva contattato la giornalista Ninette Beaver – autrice del libro “Caril” che ne ricostruiva i fatti drammatici- e subito dopo aveva iniziato a scrivere Nebraska, “una canzone che parla di ciò che succede quando le persone iniziano a sentirsi emarginate dalle loro famiglie, dai loro amici, dal loro governo” [B. Springsteen 1984]. Leggi tutto “30 Settembre 1982 usciva NEBRASKA di Bruce Springsteen”

Se è vero che l’influenza 9/11 è percepibile in tutto l’album, The Rising non è il disco sull’orgoglio ferito degli Stati Uniti. Non è un’opera enfatica, né autocommiserante, non assolve ma non punta neanche il dito. Semplicemente prende atto e racconta sentimenti di dolore e frustrazione privati e collettivi, istantanee in bianco e nero di tumulti emotivi che si trasformano in poesia universale.
«Sin dal principio mi fu chiaro che, se volevo continuare a comporre brani a tema, questi non potevano dipendere esclusivamente dall’evento a cui erano ispirati. Dovevano vivere di vita propria, di una coerenza interna che li rendesse perfettamente comprensibili a prescindere dall’11 settembre. Avrei preso a scrivere canzoni rock, canzoni d’amore, canzoni su relazioni finite male, spiritual, blues e probabili hit, lasciando che gli eventi di quel giorno respirassero e si inserissero nella cornice che avevo disegnato». [B. Springsteen, 2016] Leggi tutto “30 luglio 2002: “The Rising” Bruce Springsteen album”