CITTÀ DI MORTI ED EFFIMERI GIORNI DI GLORIA di Alberto Calandriello
Compie oggi 40 anni Born in the USA, il “mostro” che scaraventò Bruce Springsteen in cima a tutte le classifiche, rendendolo icona globale, lui che fino ad allora si era ritagliato uno spazio decisamente importante all’interno del rock ed all’improvviso a fianco di Madonna e Michael Jackson. Leggi tutto “CITTÀ DI MORTI ED EFFIMERI GIORNI DI GLORIA”
Durante il soggiorno a Los Angeles, Bruce Springsteen riprese materiale rimasto incompiuto dalle sessioni di Nebraska, registrando nel suo garage-studio Thrill Hill con batteria elettronica e synth. Pensò inizialmente di pubblicare queste tracce come seguito tematico di Nebraska o di unirle a brani del 1982 in un album intitolato Murder Incorporated, ma abbandonò l’idea. Nel maggio 1983 tornò a registrare con la E Street Band alla Hit Factory di New York, nonostante l’assenza parziale di Steve Van Zandt. Dopo una terza sessione, il materiale era quasi pronto per un’uscita natalizia, ma Bruce continuò a scrivere e registrare, insoddisfatto della coesione e della qualità sonora. Tra fine 1983 e inizio 1984 si svolsero nuove sessioni. Per sbloccare la situazione, il produttore Jon Landau selezionò i brani migliori e propose una sequenza finale che Bruce, pur con qualche dubbio, accettò.
La carriera e la vita di Bruce Springsteen, dopo Born in the U.S.A. non sarebbero più state le stesse. Prima di questo album, il cantante del New Jersey aveva avuto una solida carriera di successo, portando il singolo Hungry Heart (dall’album The River) nella Top 5 e l’album stesso a vendite più che significative, come del resto gli altri della sua carriera, iniziata discograficamente nel 1973. Leggi tutto “04 Giugno 1984 – Born In The USA”