
Tra i vari titoli che compongono Tracks II, Perfect World occupa una posizione particolare: a differenza degli altri album del cofanetto, non nasce come progetto abbandonato, ma come una raccolta costruita appositamente per questa pubblicazione. Lo conferma lo stesso Springsteen nelle note: “È l’unico disco che non avevo inizialmente concepito come album, ma che ho voluto mettere insieme per questa uscita.” Proprio per questo, si tratta dell’unico lavoro che non ha un’identità tematica precisa, ma somiglia piuttosto a un collage sonoro, un mosaico di brani raccolti in momenti diversi, uniti da uno spirito più che da un filo conduttore. Eppure, in termini di sonorità, è forse l’album che più richiama il classico sound da E Street Band. Diversi membri storici partecipano alle registrazioni, anche se – come nel resto del box – la maggior parte degli strumenti è suonata da Springsteen e Ron Aniello, il produttore con cui collabora da anni.
Il disco si apre con tre pezzi nati dalla scrittura condivisa con Joe Grushecky: I’m Not Sleeping, Idiot’s Delight e Another Thin Line. Grushecky li ha già pubblicati nei suoi lavori e li ha eseguiti dal vivo, spesso insieme allo stesso Bruce. Il suono è ruvido, diretto, carico di tensione elettrica. In Another Thin Line, la chitarra di Tom Morello aggiunge ulteriore grinta. Tra i tre, Idiot’s Delight spicca per la sua energia tagliente, una vera esplosione rock. Più avanti nel disco troviamo Rain in the River, brano dal tono rabbioso registrato nel lontano 1994, durante le sessioni di Streets of Philadelphia, e altri due pezzi che ben si sarebbero adattati a Wrecking Ball (2012): The Great Depression e If I Could Only Be Your Lover. Quest’ultimo si distingue per una scrittura intima e malinconica, un pop raffinato che racconta la nostalgia di un amore sfumato nel tempo. “La sera, un piccolo picnic sotto gli alberi estivi. Tutto era così silenzioso che non ti rendevi conto di tenere tra le mani un sogno.” La stessa atmosfera torna nella title track, posta alla fine del disco (e del cofanetto), che rievoca un passato quasi irraggiungibile: “Quando mi stringevi, non potevo cadere / Quando camminavamo insieme, ci sentivamo invincibili / Quando mi tenevi tra le braccia, mi sentivo libero / Guardando nei tuoi occhi, vedevo quello che speravo potesse essere…” Poi arriva il verso finale: “Un mondo perfetto”, subito ritrattata in “un mondo quasi perfetto”. Un’esitazione che rivela tutta la fragilità di chi sa che la perfezione è un’illusione, ma continua a inseguirla. È un finale dolceamaro, pieno di umanità. Tra le tracce più singolari spicca You Lifted Me Up: essenziale, ripetitiva, quasi ipnotica. Un brano spirituale costruito su frasi ridotte all’osso e reiterate fino a diventare mantra (“Tutta la mia lode a te”, “Tutta la mia fede è in te”, “Tutto il mio amore è con te”). È uno dei momenti più sperimentali dell’intera raccolta. Un dettaglio curioso: la title track è stata reinterpretata da John Mellencamp nel suo disco Orpheus Descending, uscito nel 2023. Perfect World non è forse il capitolo più coeso di Tracks II, ma ha il fascino di ciò che sfugge alle definizioni: una raccolta che alterna momenti di pura energia rock a riflessioni intime e malinconiche. Non è un disco “ritrovato”, ma un contenitore di canzoni che meritavano di uscire dall’ombra. Un ponte tra epoche diverse della carriera di Springsteen, che chiude il cofanetto con una nota di vulnerabilità e autenticità.
Tracklist; Testi & Traduzioni; Video di Perfect World
THE GREAT DEPRESSION
(YouTube)
IF I COULD ONLY BE YOUR LOVER
(YouTube)
To have and to listen it absolutely