Faithless è un caso davvero raro: una colonna sonora pensata per un film che non è mai stato girato. Non si tratta di un’opera rimasta nel cassetto della distribuzione. Il film, semplicemente, non ha mai visto la luce, non sono mai stati rivelati ulteriori dettagli e nemmeno l’identità del regista. «Pare che il mondo del cinema sia così. – racconta Bruce- Ma ho vissuto a lungo con quella musica, quindi, non sapendo esattamente dove sarebbe andato a finire il progetto, ho deciso di pubblicarlo come disco».
Nelle note del cofanetto Tracks II: The Lost Albums, Bruce Springsteen non fornisce particolari dettagli, ma lo descrive come “un western spirituale” in fase di preparazione attorno al 2004. Anche se la sua musica è stata spesso definita filmica e prestata al cinema per la prima volta, Springsteen si sarebbe cimentato in una colonna sonora completa.
La musica fu composta in circa due settimane, tra il tour di Devils & Dust e We Shall Overcome: The Seeger Sessions. La tracklist include quattro brani strumentali (tra cui The Desert, con tanto di sonagli western) e sette ballate. Testi e note ricreano non scene specifiche (ovviamente, in assenza di un film) ma paesaggi sonori e atmosfere che riflettono lo spirito e l’ambientazione della storia.
In questo lavoro, Bruce suona quasi tutti gli strumenti. È affiancato dal co-produttore Ron Aniello, che contribuisce al basso e ad altri elementi strumentali, e dalle voci di Patti Scialfa, Soozie Tyrell, Lisa Lowell, Michelle Moore, Curtis King Jr. e Ada Dyer. In un pezzo in particolare, Where You Goin’, Where You From, partecipano anche i suoi figli Sam ed Evan come coristi.
Nonostante l’omonimo singolo Faithless sia intimo e riflessivo, in cui Springsteen dà voce a una fede smarrita e poi ritrovata, l’album è sorprendentemente terreno, pulsante e ricco di sfumature.
Le sonorità si muovono tra folk, blues, country e gospel, anticipando in qualche modo lo spirito di We Shall Overcome: The Seeger Sessions, che Springsteen avrebbe pubblicato poco dopo.
Uno dei momenti più intensi è All God’s Children, con un ritmo battente e un’interpretazione vocale ruvida e viscerale, che richiama i canti di lavoro afroamericani. Versi come: “Alcuni si rialzano, altri cadono / Persi tra stracci, ossa e sangue della terra” evocano immagini crude e potenti. È il tipo di canzone che Tracks II promette di svelare: inedita, spiazzante, diversa da tutto ciò che si conosce di Springsteen.
Brani come Good Eye, da Working on a Dream, avevano accennato a queste atmosfere, ma All God’s Children va oltre: è più audace, più sporca, più autentica. Anche God Sent You richiama le atmosfere di The Rising, con un ritornello che riecheggia l’intensità emotiva di My City of Ruins. Let Me Ride meritano attenzione: due brani dall’anima gospel, con strofe solenni e aperture luminose nei ritornelli. Where You’re Goin’, Where You’re From ha l’andamento semplice di una filastrocca, in cui emerge una sorta di malinconia legata all’infanzia (il che potrebbe spiegare la scelta di far cantare anche i suoi figli Evan e Sam). Ma il testo, tutt’altro che infantile, racconta un tormento interiore: “Il diavolo è nella mia testa / E non se ne andrà finché non saremo entrambi morti.”
I brani interamente strumentali — The Desert, A Prayer by the River e The Western Sea — che sembrano nati per accompagnare immagini cinematografiche. Diverso il discorso per My Master’s Hand (Theme): una versione alternativa del brano My Master’s Hand, in cui la voce principale scompare, lasciando spazio a voci eteree che creano un’atmosfera mistica e avvolgente. Una vera gemma.
“Molti di questi dischi sono nati d’istinto,” scrive Springsteen nelle note di Tracks II. E Faithless ne è un chiaro esempio: non è un progetto elaborato per anni, ma non per questo manca di forza.
Tracklist; Testi & Traduzioni; Video di Faithless
-
THE DESERT (strumentale)
-
A PRAYER BY THE RIVER (strumentale)
-
THE WESTERN SEA (strumentale)
-
MY MASTER’S HAND (Tema)
«Era musica commissionata per un film che, per una ragione o per l’altra, non è mai stato realizzato», spiega Springsteen. «Pare che il mondo del cinema sia così. Ma ho vissuto a lungo con quella musica, quindi, non sapendo esattamente dove sarebbe andato a finire il progetto, ho deciso di pubblicarla come disco». Scritto in due settimane in Florida, mentre seguiva i primi passi da cavallerizza della figlia Jessica, Faithless fa storia a sé nella discografia del Boss. Anche se la sua musica è stata spesso definita cinematica, ed è vero che molte canzoni del Jersey Devil sono finite al cinema, questa sarebbe stata la sua prima vera colonna sonora. Registrato fra il 2005 e il 2006, tra il tour di Devils & Dust e We Shall Overcome: The Seeger Sessions, include quattro strumentali (tra cui The Desert, con i suoi sonagli western) e sette ballate sospese tra gospel e folk desertico.
