17 ottobre 1980 – The River (Bruce Springsteen)

«I temi della casa, della famiglia e del matrimonio si insinuavano nell’album mentre cercavo di capire che ruolo potevano avere nella mia vita. I miei dischi raccontano sempre di una mente e di un cuore in cerca di un approdo: immagino una vita, la provo, vedo come mi sta addosso. Mi metto nei panni di qualcun altro e mi viene spontaneo incamminarmi per strade soleggiate o buie, ma non ho detto che poi voglia restarci a vivere. Un piede alla luce e uno no, in attesa dell’indomani».


L’eroe romantico che sfreccia su una strada in cerca della terra promessa in Born To Run, si è scontrato contro il muro del disincanto in Darkness On The Edge Of Town: ora è un uomo che cerca conforto nei sentimenti più intimi, nel rapporto con la sua donna, all’interno della sua famiglia e delle sue quattro mura domestiche. Bruce per la prima volta si interroga se, in un certo momento della vita, sia più eroico restare facendosi carico di tutto il peso di responsabilità, che correre via, senza voltarsi a guardare cosa o chi resta indietro. La titletrack è la risposta. È una canzone ispirata alla storia della sorella Virginia e di suo marito che da giovanissimi, tra mille difficoltà, si ritrovano con un bambino, senza lavoro (in piena crisi dell’industria edile nel New Jersey) e con le responsabilità di una famiglia. I ricordi possono perseguitare come una maledizione, canta Bruce, e si chiede se un sogno che non si avvera sia una bugia o qualcosa di peggio. Resta la possibilità di tirare avanti e continuare a tuffarsi in un fiume che, anche se ormai arido, resta metafora del fluire della vita.  Al sogno non crede più la protagonista di Jackson Cage, prigioniera in una città che “aliena e lascia cadere in pezzi” e dove “arrendersi significa fermarsi senza conoscere il duro margine per cui sei al mondo”. In Point Blank sempre una donna ha “dimenticato come si ama e come si lotta” sopraffatta dalla durezza della vita e soprattutto dallo scotto dei propri errori. I versi spaziano tra un passato spensierato – in cui c’era spazio per le serate a ballare e le promesse di amore eterno – e un presente disperato in cui ormai non c’è più tempo per vivere. Sullo stesso tema, in The Price YouPay, il prezzo da pagare sembra marchiarti come un peccato originale ma stavolta Bruce apre alla speranza: mentre “il buio della notte caccia indietro la luce del giorno” “bisogna resistere e combattere” per trovare la redenzione.

In I Wanna MarryYou c’è invece un uomo che crede ancora nella forza dell’amore ed è pronto ad assumersi la responsabilità nei confronti di una ragazza madre. Anche in Stolen Car, Hungry Heart e FadeAway i rapporti amorosi si consumano tra errori, paure del futuro e rimpianti di tempi passati. You Can Look (ButYou Better Not Touch) suona come un monito alle insidie della vita e al non mettersi nei guai per non ritrovarsi a “pagare ciò che hai rotto”, nelle divertenti Sherry Darling e Out In The Street fanno da sfondo sempre la vita lavorativa, la routine e le difficoltà economiche. Ma è ancora l’amore il protagonista della commovente ballata Drive All Night, della premurosa Wreck On The Highway e in quello più fisico e passionale di Crush on You o Ramrod o ironico di I’m A Rocker. I brani The TiesThatBind e Two Hearts sono i due binari paralleli su cui su cui si muove l’intero disco. In entrambi, Bruce sembra rammentare a se stesso che sono finiti i tempi dei sogni da ragazzo, in cui si corre facendo finta di potersela cavare da soli; è ora di prendere coscienza che “non si possono rompere i legami che uniscono” e che “due cuori sono meglio di uno”. La solitudine non è la soluzione, soprattutto se è il frutto di paure con le quali ti dovrai ritrovare presto o tardi a fare i conti. In Indipendence Day, Bruce riapre il discorso con il padre mai realmente affrontato in modo diretto, se non attraverso le canzoni. Parla di indipendenza, di distacco dal genitore del figlio, ma si tratta solo di una classica questione di incomunicabilità generazionale. “Troppo simili per restare sotto lo stesso tetto”, Bruce non vuole che quell’immagine al buio del tinello di casa rappresenti lo spettro dei suoi natali futuri. Non ha intenzione di distruggere i valori del padre – anzi lo assolve per averci quantomeno tentato – ma deve prendere la sua strada per non diventare come lui. Cadillac Ranch, che suona come un brano leggero e spensierato, è al contrario “uno dei più intelligenti brani riguardo l’ineluttabilità della morte”, come scrisse Dave Marsh, dove il riferimento all’installazione artistica di Amarillo, Texas – nella quale dieci Cadillac sono piantate nel terreno e ricoperte di graffiti- si identifica con un luogo di riposo eterno di “dinosauri” e vecchi miti come James Dean, Burt Reynolds, il pilota automobilistico Junior Johnson, ognuno a bordo di un’auto. Musicalmente, The River è uno straordinario compendio di rock’n’roll, dal sound beat degli anni ’60 al rhythm’n’blues con richiamo soul al blues rock più classico, dal mood anni ’50 al country rock, e ancora dal rock melodico alla Van Morrison al rock (semi)acustico di ispirazione folk. Concettualmente, l’anima di The River sta nel conflitto tra errori e redenzione, tra necessità di indipendenza e angoscia della solitudine, tra assunzione di responsabilità e paura del fallimento, tra legami e perdita; c’è tutta la gioiosità godereccia e spensierata del rock e c’è la malinconia esistenziale, dannazione e redenzione. In sintesi, c’è tutto.

Tratto da P. Jappelli e G. Scognamiglio, La Grande Storia di Bruce Springsteen, Hoepli,Milano 2024.

Copertina

La fotografia di copertina di Springsteen è stata scattata da Frank Stefanko.

Tracce

Testi e musiche di Bruce Springsteen.

Lato A
  1. The Ties That Bind – 3:34
  2. Sherry Darling – 4:02
  3. Jackson Cage – 3:04
  4. Two Hearts – 2:45
  5. Independence Day – 4:50
Lato B
  1. Hungry Heart – 3:19
  2. Out in the Street – 4:18
  3. Crush on You – 3:10
  4. You Can Look (But You Better Not Touch) – 2:36
  5. I Wanna Marry You – 3:27
  6. The River – 5:01
Lato C
  1. Point Blank – 6:05
  2. Cadillac Ranch – 3:03
  3. I’m a Rocker – 3:36
  4. Fade Away – 4:45
  5. Stolen Car – 3:54
Lato D
  1. Ramrod – 4:05
  2. The Price You Pay – 5:29
  3. Drive All Night – 8:32
  4. Wreck on the Highway – 3:54

Formazione

Musicisti
  • Bruce Springsteen – voce, chitarra, armonica a bocca, pianoforte (in Drive All Night)
  • Roy Bittan – pianoforte, Organo (in I’m a Rocker e Drive All Night), cori
  • Clarence Clemons – sassofono, cori
  • Danny Federici – organo
  • Garry Tallent – basso
  • Steve Van Zandt – chitarra, cori
  • Max Weinberg – batteria
  • Flo & Eddie – cori (in Hungry Heart)
Mark Volman & Howard Kaylan (a.k.a Flo & Eddie)
harmony vocals on “Hungry Heart”

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