Mr. “Born to run” e la sua collezione di auto

1978: Bruce spends his 29th birthday in Asbury Park with interviewer Mike Greenblatt and photographer Bob Sorce for The Aquarian.

Sebbene Bruce Springsteen avrebbe potuto permettersi una flotta di limousine o di bolidi extralusso, la sua collezione di auto, per quanto possa essere carica di aura mitologica, non è certo l’esito di un’accumulazione seriale di beni sfarzosi cui spesso incorrono super star come lui. Nascoste nel garage della depandance della sua fattoria nel New Jersey ci sono – oltre ad alcune moderne 4×4 che utilizza “solo per gli spostamenti quotidiani” come una Jeep e una Range Rover – diverse auto americane d’epoca, dei bellissimi classici degli anni ’60 e ’70 che Bruce ha acquistato nel tempo e che conserva con grande cura, ma che non rinuncia a mettere in moto per un giro nei dintorni ogni volta che ne ha la possibilità. “Non sono veri e propri pezzi da collezione – ha raccontato Springsteen -. Sono ciò che io chiamo “drivers”. Ho la mia Corvette originale, una Chevy del ’69, una Cadillac e un vecchio camioncino. E’ una piccola collezione di vecchi veicoli americani che guido di tanto in tanto”. La maggior parte delle sue auto ha tuttavia una storia importante da raccontare, come quella Corvette del 1960 che compare sulla copertina della sua autobiografia “Born to Run” del 2016, o la Chevy del ’69 considerata la musa ispiratrice di Racing in the Street, uno dei più iconici brani tra quelli che vedono protagoniste le auto nella storia del rock, in cui un uomo cerca di sfuggire alle delusioni della sua vita guidando auto da corsa di notte. Sin dal suo album di debutto – “Greetings from Asbury Park, N.J.” [1973] – le auto hanno fornito continue ispirazioni per i suoi testi, spesso come metafora di fuga, di sogno di vita alternativa o di semplice desiderio di divertimento. Se provassimo a contare i brani in cui Bruce “usa” un’auto per raccontare una storia, probabilmente apriremmo un fiume di riferimenti difficilmente arginabile. I primi che vengono in mente sono sicuro Born To Run e Thunder Road, in cui l’auto è il mezzo per fuggire via da un sogno spezzato e fuggire verso una speranza di vita alternativa; Stolen Car, dove il protagonista guida un’auto rubata, simbolo del fallimento della sua vita, aspettandosi fatalisticamente di essere beccato da un momento all’altro dalla polizia; Drive All Night, in cui il protagonista viaggia sostenuto dalla speranza e dal desiderio di tornare a casa dalla persona amata e in cui l’auto rappresenta lo strumento non per correre via ma stavolta per tornare a vivere probabilmente la parte migliore della propria esistenza; Wreck on the Highway, in cui un evento drammatico innesca una riflessione sulla fugacità della vita e sulle opportunità che ti si presentano per amare qualcuno, per fare il tuo lavoro onestamente, per amare i tuoi figli e “per non restare un relitto abbandonato sull’autostrada”; Pink Cadillac, icona rock, tentazione di lusso e sogno di divertimento; Cadillac Ranch, in cui vi è “uno dei più intelligenti brani riguardo l’ineluttabilità della morte”, come scrisse il critico Dave Marsh, dove il riferimento all’installazione artistica di Amarillo, Texas [nella quale dieci Cadillac sono piantate nel terreno e ricoperte di graffiti] si identifica con un luogo di riposo eterno di “dinosauri” e vecchi miti come James Dean, Burt Reynolds, il pilota automobilistico Junior Johnson, ognuno a bordo di un’auto.

“[Le auto] continuano ad ispirarmi musica e poesie così come l’idea di un viaggio credo sia per le persone sempre avvincente”, ha affermato Bruce in un’intervista. “L’immagine della guida è molto evocativa per le persone. È una geografia che mi piace dire che tutte le persone portano dentro di sé, fatto di visioni che le persone hanno interiorizzato attraverso i film e che portano avanti nel corso degli anni”.  E’ divertente ricordare ancora una volta che i suoi primi testi sono stati scritti quando non aveva ancora la patente e sapeva a malapena guidare. Anzi, la sua prima esperienza al volante – che abbiamo ascoltato in varie occasioni – fu a dir poco traumatizzante, quando nel 1973 fu letteralmente costretto a dare il cambio alla guida al suo amico durante un viaggio di tre giorni dal New Jersey a Big Sur in California, per poter arrivare in tempo un concerto cui non poteva permettersi il lusso di rinunciare.  Ricorda nella sua autobiografia del 2016: “E così cominciai a guidare, nessuna patente, nessun permesso, nessuna esperienza. Il camion aveva un vecchio cambio manuale. Dovevi innestare il motore implorando pietà”.  “Fondamentalmente – racconta Bruce – sono un sostenitore dell’industria automobilistica americana. I miei primi anni di carriera li ho trascorsi facendo l’autista del furgone e le mie prime trasferte, in particolare quella in California le ho affrontate dormendo nel cassone di un vecchio pick-up della Ford pieno di strumenti, amplificatori e tavole da surf”. Nonostante sia nel tempo diventato pratico di viaggi e motori, lo stile di guida di Bruce pare sia tutt’altro che spettacolare: “Da almeno una quarantina d’anni, i miei compagni di band sostengono che io sia un vecchio pensionato alla guida. Dicono che sono noioso e troppo lento. La verità è che guidare mi rilassa e che amo le auto per quello che sono, un mezzo funzionale al viaggio e il viaggio è sempre stato alla chiave di tutte le mie canzoni”. In “Western Stars”, il lungometraggio che accompagna il suo album omonimo – durante il quale, tra una canzone e l’altra, si vede Bruce alla guida di un Chevrolet El Camino d’epoca attraverso un paesaggio nel parco nazionale di Joshua Tree -, Springsteen afferma: “Sono al mio 19° album e scrivo ancora di automobili o di chi viaggia […]. Immagino che per me l’auto sia una forte metafora… trascorriamo ancora buona parte della nostra vita in auto, nel tentativo di passare da un posto all’altro e poi ad un altro ancora. Suppongo che 40 anni fa l’auto fosse una potente metafora della strada senza fine, della libertà. Oggi non direi… Di sicuro è una metafora del movimento: quando siamo in auto abbiamo la sensazione di andare sempre avanti, oltre la salita e al di là delle curva, verso il futuro. A volte serve a calmare lo spirito. Ma andiamo davvero avanti? Il più delle volte ci spostiamo e basta…”. Da Born To Run a Western Stars, anche se con significati che si sono trasformati nel tempo, con la maturità e la stabilità, la sua musica è rimasta profondamente radicata a quelle prime e fertili fonti di ispirazione. Oltre alle immagini che scorrono in Western Stars, tra i video ufficiali di Bruce, vogliamo solo ricordare I’m on Fire, in cui il Boss recita il ruolo di un meccanico alle prese con una splendida Ford Thunderbird bianca (che tra l’altro pare sia stata di sua proprietà); Hungry Heart in cui guida per le strade di Berlino una splendida Porsche 550 Spyder Replica del 1956 – chiamata così perché riproduceva quella famigerata sulla quale correva James Dean -, in occasione della registrazione della versione live del brano al Cafe Eckstein il 9 luglio 1995 (da notare, il suo recentissimo acquisto -una Porsche 911- conferma la sua passione per questo modello sportivo); ultimo in ordine cronologico è lo splendido spot per Jeep andato in onda durante il Super Bowl, frutto di una collaborazione tra Bruce, Jeep e Tom Zimny, il regista che ha diretto molti film e video del Boss. Il filmato, intitolato The Middle è ben lontano dall’essere una pubblicità di un’auto che sfreccia, semmai con zoomate sui dettagli cromati, ammiccamenti e slogan accattivanti. E’ piuttosto un cortometraggio molto intenso in cui Bruce al volante di una Jeep bianca parla fuori campo e riflette sullo stato d’animo nazionale, sull’importanza di “ri-unirsi” dopo quattro anni di cattiva politica e di tensioni.

Bruce ha anche una passione per le moto. Su due ruote ha attraversato tutti gli Stati Uniti, spesso in modo solitario e senza avvertire nessuno: “Ho guidato per ore e ore tra Santa Monica e San Gabriel e poi lungo il deserto del Mojave fino alla Angeles National Forest. Ho sempre creduto nel potere terapeutico della strada”. Aveva smesso di guidare le moto da adolescente in seguito a una commozione cerebrale riportato in un incidente, quando una Cadillac del ’63 distrusse la sua piccola Yamaha nel 1967. “Era il 1963 e una pesante Cadillac mi colpì in pieno a un incrocio a quattro isolati da casa mia mentre ero sovrappensiero, fu colpa mia. Rimasi completamente stordito per quasi un’ora, guidavo senza casco. Ci fu un’indagine sulle cause e le conseguenze dell’incidente. Finì in tribunale. Quando mio padre mi portò in uno studio legale, avevo capelli lunghi e basette da fricchettone, l’avvocato mi disse…. ‘magari non è colpa tua, ma conciato come sei per me saresti colpevole’. “Ho ricominciato ad andare in moto a trent’anni e da allora ho messo su una piccola collezione di motociclette nel mio garage. Ho una Triumph Trophy vintage e una Thunderbird del ’94. Ho una Triumph più moderna, una specie di Bonneville truccata. E ho una nuova Norton 961 Commando. Poi ho le mie vecchie Harley.” Bruce ha anche una Moto Guzzi, realizzata nel negozio 20th Century Cycles di Billy Joel a Long Island, specializzato nella trasformazione di motociclette moderne alla maniera retrò. Questa moto tuttavia qualche anno fa si rese protagonista di una disavventura  che rimbalzò sul web divenendo oggetto di cronaca: un guasto imprevisto alla batteria lasciò a piedi Bruce nei pressi del parco Allaire nel New Jersey. Ebbene sì, come un comune mortale! Rimasto sul ciglio della strada, il Boss ebbe, comunque, immediato soccorso da un gruppo di bikers, la Freehold American Legion. Ma di quest’altra sua passione parleremo in una nuova occasione. Per il momento, proviamo a raccontarvi delle auto più significative che hanno fatto o che fanno ancora parte della collezione privata di Bruce.

1947 Ford Plymouth Super Deluxe Station Wagon Woodie

Nel 1947 il Woodie Super Deluxe era il modello più costoso prodotto da Ford. Era alimentato dal leggendario Testa Piatta 239 V8 e presentava braccioli su tutte le porte, cinture di sicurezza, modanature dei finestrini cromate, cruscotto in metallo con una finitura in acero, pannelli interni delle porte in mogano e pannelli esterni delle porte di una combinazione di mogano e betulla. Aveva una capacità di otto passeggeri ed era dotato di sedili posteriori e centrali rimovibili.

1963 Chevrolet Impala SS Convertible

Bruce Springsteen posa per uno scatto fotografico nel giugno 1984.

Quest’auto fu regalata a Bruce da Gary US Bonds come ringraziamento per il brano “This Little Girl” che questi gli aveva donato per il suo ritorno sulla scena musicale nel 1981. Infatti la scritta Dedication presente sul lato anteriore è il titolo del primo dei due album in cui Bruce Springsteen & the E Street Band collaborarono con Gary US Bonds (il secondo fu On the Line del 1982). Tra i musicisti che accompagnarono Bonds in Dedication vi furono molti membri della E Street Band e gli Asbury Jukes. L’album include, oltre al brano suddetto, altri due brani scritti da Bruce Springsteen (“Your Love” e “Dedication”), uno scritto da Steve Van Zandt e alcune cover di canzoni dei Beatles, di Bob Dylan, di Jackson Browne. Il primo brano dell’album, Jole Blon, presenta un bellissimo duetto tra Bonds e Springsteen.

La Chevrolet Impala SS del 1963 presentava uno stile dinamico e grintoso  che, rispetto ai modelli precedenti, aggiungeva sedili a secchiello, console del cambio e, soprattutto, il più grande V-8, un 409 con 360 cavalli,  che ispirò anche il brano  dei Beach Boys “She’s real fine, my 409”.

1984 C4 Chevrolet Corvette

La Chevrolet Corvette (C4) è un’auto sportiva prodotta dal 1983 al 1996. La foto mostra Bruce alla guida mentre si recava alle prove dell’album “The Rising” alla Convention Hall il 25 luglio 2002 ad Asbury Park, New Jersey.

1969 Chevrolet Chevelle

I got a ’69 Chevy with a 396. Fuelie heads and a Hurst on the floor… è il noto verso di apertura di “Racing in the Street”, uno dei più iconici tra quelli che vedono protagoniste le auto nella storia del rock. Ma in effetti non si sa se l’auto che ha ispirato questo brano sia o meno esistita realmente.  Gli esperti di auto sostengono che le testate Fuelie (un termine slang utilizzato per indicare le macchine a iniezione costruite tra gli anni 50 e 60) non potevano adattarsi a un motore Chevy 396 che tra l’altro era compatibile solo con quel cambio posizionato al centro sul tappetino tra i due posti e non con un eventuale ‘”hurst on the floor”, al contrario della 402 che usciva di serie con quella configurazione. Indipendentemente da ciò, la Chevelle di Bruce, donata ed esposta al museo della Rock Hall, è la più vicina al modello cantato in “Racing in the Street”. La Chevrolet Chevelle era un’autovettura di medie dimensioni prodotta dal 1964 e per tutti gli anni settanta, imponendosi come una delle vetture più popolari del suo tempo.

1969 Chevrolet El Camino SS

Il video di “Hello Sunshine”, primo singolo estratto dall’album Western Stars, mostra Bruce al volante di una vecchia Chevrolet El Camino SS targata New Jersey mentre attraversa un deserto.  Questo modello, rispetto ai precedenti El Camino, presentava un nuovo design, un aspetto più elaborato e aerodinamico, layout più efficaci e un motore di maggiore potenza.

1957 Chevrolet Bel Air Convertible

Bruce Springsteen with an unidentified child, New Jersey 1975 (Photo: ©Springsteen Family Collection)

Il 22 maggio 1975 Bruce riuscì ad acquistare la sua prima auto: una Chevrolet Bel Air decappottabile del 1957. Bruce in “Songs” [1991] scrive: “Nel 1970 in New Jersey l’auto aveva ancora una certa importanza, restituiva un’immagine di potenza. Quell’estate comprai la mia prima auto pagandola 2 mila dollari. Era una Chevy del ’57 con doppio carburatore quadricorpo, trasmissione Hurst e fiamme disegnate sul cofano”. Il lavoro di verniciatura era una finitura personalizzata di giallo oro con fiamme arancioni sul cofano e sulle portiere. L’interno era stato realizzato con pannelli delle porte in vinile nero classico con panca divisa in vinile plissettato nero. L’auto, con le caratteristiche pinne posteriori e le parti cromate che contraddistinguevano questi modelli, rappresentava un’icona dell’industria automobilistica statunitense di quegli anni. Sebbene si sia più volte detto che questa Chevy abbia suggerito brani come “Jungleland”, “Thunder Road” e “Backstreets” e in una primissima bozza di “Born To Run” ci sia addirittura il verso “I looked out across my hood and saw the highway buckle ‘neath the wheels of a gold Chevy 6”, si tratta probabilmente di un’ispirazione più ideale che reale, dal momento che i testi delle suddette canzoni sono stati scritti molto prima (1974) dell’acquisto della auto in questione.

Quest’auto è stata protagonista insieme a Bruce di numerosi servizi fotografici pubblicati su riviste come TimeNewsweek, descritta nel numero di marzo 1976 di Playboy Magazine e apparsa su vari articoli promozionali tra cui un poster e una t-shirt. Quando l’album Born To Run sancì definitivamente il suo successo, Bruce a malincuore fu costretto a liberarsi dell’auto, troppo appariscente, a favore di una che desse meno nell’occhio per le strade della città. Sicché la Chevy fu venduta a Brian Rogers, concittadino di Bruce, per circa 2000 dollari e nel 2006 fu acquistata da Michael Crane, un collezionista accanito fan del Boss. Nel gennaio del 2010 è stata trasferita nella Rock Hall of Fame di Cleveland, dove è diventata uno dei pezzi di punta della più grande e completa esposizione su Springsteen mai organizzata. Poi, nel 2008, fu inclusa nella New York City Annex di Manhattan del Rock and Roll Hall of Fame Museum.  Nel 2016 fu battuta all’asta per ben 350.000 dollari in un lotto comprendente anche il certificato di immatricolazione e l’assicurazione originali a nome di Springsteen. 

1960 Chevrolet Corvette C1 Convertible

Pic by Lynn Goldsmith

Si tratta dell’auto che compare anche nella più famosa tra le fotografie (intitolata Corvette Winter) scattate da Frank Stefanko nel 1978 (utilizzate poi per gli album Darkness On The Edge Of Town e The River) e diventata l’immagine di copertina dell’autobiografia Born To Run [2016] e dell’album Chapter and Verse.  La Corvette C1 “con cerchione Cragar, fu acquistata per 6000 dollari da un ragazzo che lavorava al chiosco dei gelati Carvel a West Long Branch”. E’ la prima generazione di auto sportive Corvette prodotte da Chevrolet dal 1953 al 1962. Bruce la possiede ancora, conservata gelosamente nel garage della sua tenuta a Colts Neck. “La pagai circa seimila dollari – racconta Springsteen – in parte prestati da mia madre, ma molti arrivavano dai concerti che cominciavo a tenere facendomi pagare, tra Atlantic City, Asbury Park e il Jersey Shore. Ho sempre amato comprare auto vecchie, autentici rottami, e metterle a posto poco per volta. Costava meno, mi divertiva e mi ricordava che se fosse andata male con la musica avrei pur sempre potuto fare il meccanico come mio padre mi aveva suggerito più di una volta”.

1969 Chevrolet C-10 Pickup Truck

Pic by Joel Bernstein, from live.brucespringsteen.net

Questa è la Chevrolet C10 Truck, un modello introdotto nel 1960 che aprì la strada ai futuri pickups. La “C” in C10 indica che il camion è un modello a due ruote motrici. La foto, che ritrae Bruce con il motore in panne nel Garden- State Parkway nell’ottobre 1979, fa parte del set che il fotografo Joel Bernstein scattò per The River tra il New Jersey e New York. Certamente  non fa più parte degli autoveicoli di sua proprietà.

1969 Chevrolet Camaro SS  

Pic by Alberto Engeli on August 5, 2020

Bruce Springsteen e la sua Camaro Z28 SS decappottabile blu sono qui ritratti dal filmaker Alberto Engeli durante un servizio fotografico di Danny Clinch, il 5 agosto del 2020 fuori il Carousel sul lungomare di Asbury Park. L’autore della canzone del 1982 “Used Cars ” (in cui scrive il verso “Signore, il giorno in cui vinco la lotteria, non guiderò mai più nessuna macchina usata”), Springsteen non aveva mai posseduto un’auto nuova fino ad allora. “Del resto – specifica nell’autobiografia – non avevo mai speso $ 10.000 per me stesso. Sono andato al rivenditore e ne sono uscito in una Chevrolet Camaro SS del 1969.” Springsteen ricorda anche: “Non compravo auto nuove – per lo meno nei primi quindici anni in cui ho guadagnato – perché non avevo mai più di 10mila dollari sul mio conto. La prima auto nuova arrivò a 32 anni era una Chevrolet Z28 Camaro, la ricordo bene perché mi erano appena arrivate le royalty di “The River” e avevo appena finito il tour mondiale che era durato quasi tre anni. Per la prima volta ero andato a suonare in Europa e tutto mi sembrava davvero possibile… Mi tolsi la soddisfazione di un’auto e guidai fino a casa di mia madre, e in giro per il mio vecchio quartiere. Mi sentii come se mi fossi comprato una Rolls-Royce in oro massiccio”. Durante la trasmissione From My Home to Yours su E Street Radio di Sirius XM, Bruce e Patti hanno parlato della Camaro blu, l’auto con cui il Boss accompagnava la “red headed woman” a New York, durante il periodo del corteggiamento.

1963 Chevrolet Corvette Stingray

pic from web: Bruce and Patti in Los Angeles on May 8, 2014

La Stingray nera di Springsteen è la seconda generazione dell’auto sportiva Chevrolet Corvette, prodotta dalla divisione Chevrolet di General Motors per gli anni modello 1963-1967.  Lo stile è deciso e sportivo, con un ampio cofano e, sulla coupé, un fastback con finestrino diviso ispirato alla Bugatti Type 57 Atlantic anteguerra.

1948 Chevrolet Pickup

Pic by Danny Clinch

Come eroe della classe operaia, Bruce non poteva non avere questo pickup  Chevy del 1948. In questa foto, posa per Danny Clinch nella sua tenuta a Colts Neck.  Springsteen possiede quest’auto almeno dagli anni 90. Nell’estate del 1947 Chevrolet introdusse una nuova linea di “Advance Design” truck, con un look decisamente innovativo per questa categoria di veicolo che non subì negli anni successivi sostanziali trasformazioni.

1967 Cadillac Coupe De Ville Convertible

Pic by Annie Leibovitz c.1986

Bruce Springsteen in questa foto è seduto alla guida di una Cadillac decappottabile scattata da Annie Leibovitz nel 1986 per la copertina dell’album “Tunnel of Love”. La Coupe de Ville è stata un’autovettura di lusso prodotta dalla Cadillac dal 1959 al 1993. I termini “De Ville” derivano dal francese, e significano letteralmente “della città”. Nel campo automobilistico, Coupé de ville si riferisce ad un tipo di carrozzeria: deriva da couper (che significa, in francese, “tagliare”) e ville (in francese, “città” o “paese”) ed è caratterizzato dal fatto di essere, in un certo senso, “tagliata”, cioè è presente un divisorio tra il compartimento dei passeggeri e quello del guidatore.

1969 Ford Galaxie 500XL Convertible

Pic by Eric Meola

Quando Springsteen negli anni ’90 si trasferì in California acquistò una Ford 500XL del 1969 “con la capote bianca carrozzeria verde mare e lunga come una Cadillac, l’avevo comprato per un migliaio di dollari” per percorrere più agevolmente le lunghe distanze. ” 

1978 Dodge Warlock Pickup

Pic by Danny Clinch

Il Boss, col cappello da cowboy, appoggiato al retro della sua Dodge posa per Danny Clinch per le foto dell’album Western Stars. Una  Dodge è anche l’auto citata in “Jungleland” [Barefoot girl sitting on the hood of a Dodge/Drinking warm beer in the soft summer rain]

1980 Jeep CJ5 

Bruce photographed for The Sunday Times on October 15, 2010

La Jeep CJ (Civilian Jeep) è una vettura fuoristrada costruita dalla Willys-Overland, marchio successivamente diventato Jeep, dal 1944 al 1986. È nata come versione commerciale della MB, veicolo utilizzato largamente dall’esercito americano durante la seconda guerra mondiale. Bruce recentemente si è prestato come testimonial in uno spot pubblicitario della Jeep, andato in onda durante il Super Bowl, e che è stato frutto di una collaborazione tra Bruce, Jeep e Tom Zimny, il regista che ha diretto molti film e video del Boss. Il filmato, intitolato The Middle – in cui si vede Bruce al volante di un’altra Jeep (bianca) – è accompagnato da parole rivolte “To The ReUnited States of America”, un riferimento ai valori che tutti i cittadini americani hanno in comune e alla necessità di ritrovare una base etica condivisa da tutto il popolo americano.

2010 Range Rover L322

Pic from web

La Range Rover L322 è l’auto che, grazie alla sua spaziosità, ha acquistato per ospitare tutta la famiglia, compresi gli amici dei figli che accompagnava, come racconta in un’intervista, come un normale padre di famiglia alle feste o alle partite sportive con grande sorpresa degli altri genitori.

2022 Porsche 911

Pic by Joey DiMichele

Al  volante di una Porsche avevamo già visto Bruce nel video di Hungry Heart in giro per le strade di Berlino nel 1995. Era, all’epoca, una splendida Porsche 550 Spyder Replica del 1956 – chiamata così perché riproduceva quella famigerata sulla quale correva James Dean -, non di sua proprietà ma “prestata” in occasione della registrazione della versione live del brano al Cafe Eckstein il 9 luglio di quell’anno. Questo suo recentissimo acquisto – una Porsche 911- conferma la sua attrazione per i modelli sportivi e, nonostante l’età più avanzata, il suo essere ancora un perfetto Mr. Born to run.

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