Accadde Oggi!

Alla fine del 2004, subito dopo la conclusione del Vote For Change Tour, Bruce si ritrovò a considerare l’ipotesi di un Tracks 2 prima di tornare nuovamente in studio con la E Street Band. Rianalizzando il materiale archiviato, riemerse anche un nastro registrato nella improvvisata sessione del 1997 contenente quattro pezzi folk così validi da convincerlo che valesse la pena fare un passo verso quel genere di territorio da lui ancora poco esplorato. Bruce decise così di accantonare l’idea del nuovo cofanetto e riconvocare la cosiddetta Seeger Session Band per produrre velocemente altre tracce. […] Il repertorio da cui attingere era quello che Pete Seeger e altri cantori folk avevano reso popolare negli anni Sessanta e su cui Bruce aveva iniziato a cimentarsi da ragazzino imparando a suonare la chitarra, poi accantonato per abbracciare con più convinzione il rock ‘n roll. Ma si rivelerà anche l’occasione per tornare a maneggiare strumentazioni e sonorità jazz e “da circo” risalenti ai primi album della sua carriera andati perduti nel tempo con la piena affermazione rock della E Street Band. L’intento adesso era quello di recuperare il grande patrimonio della musica tradizionale americana, in parte arrivato con i coloni d’oltreoceano e diventato la base di molte ballate folk e della prima country music; in parte tramandato oralmente, in parte riscritto e integrato nel tempo con versi destinati a divenire rivendicazioni di libertà, uguaglianza e diritti civili.

L’album WeShallOvercome: The Seeger Session, uscito il 25 aprile 2006 e ristampato nell’ottobre dello stesso anno con l’aggiunta di alcuni brani, suonò subito non tanto come l’esito di un lavoro ragionato a tavolino, quanto una raccolta di esecuzioni live quasi estemporanee, di impatto esplosivo e travolgente. «Voglio un suono selvaggio – dice Bruce nel video che accompagna il making of dell’album – voglio il sound del whisky, vi voglio vedere tutti ubriachi». L’atmosfera che ne deriva è quella gioiosa e scanzonata di una festa di paese, in cui si maneggia con disinvoltura folk, country, blues, jazz e musica di New Orleans in un cocktail brioso ed esuberante, sostenuto dalla voce carica di Bruce e degli altri ad alto tasso emozionale. Sebbene i brani scelti da Springsteen non siano tra i più apertamente politici o schierati del repertorio di Pete Seeger (sebbene si potrebbe obbiettare che associare il proprio nome a quello del grande folksinger americano è già di per sé una dichiarazione politica), la baldoria non cela molti spunti riflessivi e impegnati. D’altronde, come Bruce sottolineerà “il folk è sempre stato un misto di consapevolezza dei problemi della società, ballate per fuorilegge, storie leggendarie e canzoni d’amore. Contiene tutta la gamma delle esperienze umane.”
FroggieWent a-Courtin’ è la canzone più antica del disco, una ballata rinascimentale scozzese che ironizza sui matrimoni reali trasformata nel tempo in una filastrocca per bambini. Mrs. McGrath è una street ballad irlandese, ambientata durante la guerra peninsulare dei primi 19esimo secolo, divenuta un inno di protesta contro il reclutamento durante le guerre napoleoniche. Composta intorno al 1830, Shenandoah è descritta nelle note di copertine come il lamento dei pionieri americani che risalivano in barca il Missouri sopraffatti dalla tristezza e dalla nostalgia di casa. Alla tradizione orale risale probabilmente la melodia di Old Dan Tucker, mentre il testo originario si deve al cantautore Dan Emmett e la sua popolarità alla compagnia dei black-face minstrel nel 1843. È uno dei brani in cui Pete Seeger dava prova della sua abilità al banjo, fornendo di questa iconica composizione una versione che alternava in modo serrato strofe cantate a break musicali. O Mary Don’tYouWeep è uno spiritual composto prima della guerra civile americana, una vera e propria parabola di liberazione che attinge al Nuovo e all’Antico Testamento. La prima registrazione risale al 1915 ma conobbe un certo successo durante il folk revival proprio grazie alle versioni di Pete Seeger. Ancora a tema biblico è Jacob’s Ladder, uno dei primi slave spiritual (1825) ad essere diffusamente cantato dai cristiani bianchi, reinciso da Seeger nel 1980. How Can I Keep From Singing?, composta dal ministro battista americano Robert Lowry in favore dell’abolizione dello schiavismo, divenne una canzone popolare americana con aggiunta di versi laici sulla solidarietà di fronte all’oppressione. Quella di John Henry è la storia vera risalente alla metà dell’800 di un eroe afroamericano che si narra lavorasse come “steel driver” durante la costruzione di una galleria su una linea ferroviaria. Leggendaria fu la sfida (alimentata nella cultura popolare anche con opere teatrali, libri e romanzi) che lanciò contro una perforatrice a vapore – per dimostrare la superiorità dell’uomo rispetto alla macchina – da cui uscì vincitore, ma con conseguenze fatali. A un altro black-face minstrel, Billy Gashade, è attribuita The Ballad Of Jesse James (ripresa da Springsteen con il titolo più corto Jesse James), scritta poco dopo l’assassinio per mano di Robert Ford del popolare fuorilegge nell’aprile 1882, celebrato nella cultura popolare come un Robin Hood americano che rubava ai ricchi per dare ai poveri. Pay Me My Money Down era un canto rivolto dagli scaricatori di porto neri al largo della Georgia Sea Islands a quei capitani che sfruttavano i lavoratori senza rispettare gli accordi economici. Al XX secolo risale invece Erie Canal di Thomas Allen (1905) una canzone nostalgica scritta per commemorare la storia di quasi 100 anni di vita di quell’importante collegamento fluviale. My Oklahoma Home scritta da Agnes “Sis” e Bill Cunningham è una country ballad che ci riporta alle devastazioni causate dalle dustbowl che misero in ginocchio l’economia agricola del Sud Ovest negli anni 30. Eyes On The Prize – composta prima della Grande Guerra e conosciuta anche con i titoli Gospel Plow e Hold On- era stato ripreso e aggiornato da Alice Wine nel 1956 con versi in sostegno alla lotta del movimento dei diritti civili.
Infine, c’è naturalmente WeShallOvercome, la più celebre canzone di protesta pacifista, riscritta da Pete Seeger ispirandosi per la musica a uno spiritual del XIX secolo (No More AuctionBlock For Me) e per il testo al gospel I’llOvercome Some Day di Charles Tindley (1900). Il brano era stato riportato a Pete nel 1947 da un’attivista sindacale, Zilphia Norton, che lo aveva sentito cantare durante uno sciopero dei lavoratori neri di tabacco nel Sud. Negli anni erano state apportate diverse aggiunte fino a quando nel 1960 raggiunse la notorietà attraverso Guy Caravan che, durante un raduno per i diritti dei neri a Raleigh, imbracciò la chitarra per suonare il brano più cantato da allora alle manifestazioni pacifiste. Cantata il 28 Agosto 1963 da Joan Baez davanti a un milione di persone a Washington D.C., con l’I have a dream di Martin Luther King, divenne l’inno per antonomasia delle marce per i diritti civili.
Formazione
- Bruce Springsteen – Voce, chitarra, armonica a bocca, organo, percussioni
- Sam Bardfeld – Violino
- Art Baron – Tuba
- Frank Bruno – Chitarra
- Jeremy Chatzky – Basso
- Mark Clifford – Banjo
- Larry Eagle – batteria, percussioni
- Charles Giordano – Organo, pianoforte
- Ed Manion – Sassofono
- Mark Pender – Tromba, cori
- Richie Rosenberg – Trombone, cori
- Patti Scialfa – cori
- Soozie Tyrell – Violino, cori
Tracce
- Old Dan Tucker
- Jesse James
- Mrs. McGrath
- Oh, Mary, Don’t You Weep
- John Henry
- Erie Canal
- Jacob’s Ladder
- My Oklahoma Home
- Eyes on the Prize
- Shenandoah
- Pay Me My Money Down
- We Shall Overcome
- Froggie Went A-Courtin’
- Buffalo Gals (bonus track su DVD incluso)
- How Can I Keep from Singing? (bonus track su DVD incluso)