Elvis Presley, Bruce Springsteen e l’epifania di un destino

Il 6 gennaio 1957 fu trasmessa in televisione la terza e ultima apparizione di Elvis Presley negli studi della CBS di Los Angeles all’Ed Sullivan Show, il programma più visto d’America. Nonostante le prime due puntate, andate in onda  il 9 settembre e il 28 ottobre 1956, avessero fatto registrare l’82% di share, con quasi 60 milioni di spettatori incollati al televisore, le esibizioni di Elvis destarono, nell’America bacchettona degli anni 50, anche molto scandalo e preoccupazione per possibili “ripercussioni” negative sulla gioventù americana. Così Elvis “the Pelvis” nell’ultima puntata verrà ripreso dalla vita in su e, una volta assicurata la “decenza” delle immagini, la trasmissione raggiunse gli attesi record di ascolto. Per la grande occasione, i genitori di Bruce acconsentirono a che restasse sveglio fino a tardi per guardare lo show: Elvis, con una camicia di velluto e un gilet a strisce dorate, eseguì scatenate versioni di “Hound Dog,” “Don’t Be Cruel,” “Too Much,” “When My Blue Moon Turns To Gold Again” e “Peace in the Valley” che folgorarono il piccolo Bruce a tal punto da richiedere in dono ai suoi genitori una chitarra come quella di Elvis.  Dopo poche settimane, sua madre ne comprò una piccola, semi-giocattolo acustica e senza amplificatore: la prima chitarra di Bruce!

Un commento su “Elvis Presley, Bruce Springsteen e l’epifania di un destino”

Commenta questo articolo